Mignon 2 typewriter

Anno di produzione: 1905

Nazione provenienza: Germania

Inventore: Hefner-Alten Berlino

Produttore: AEG Deutsche werke Berlino

La Mignon è una “creatura” che appartiene alla rara schiera di macchine per scrivere ben conosciute non solo ai collezionisti specifici ma anche ai “comuni mortali” che, pur se non esperti del settore, hanno avuto modo di vederne ed apprezzarne qualcuna in giro.
Nel corso dei trent’anni circa della sua produzione, la Mignon fu oggetto di uno strepitoso e planetario successo di vendite con circa 380.000 esemplari prodotti. Le ragioni furono più d’una:
– la robustezza, pur nella semplicità costruttiva, che la rendevano ben più affidabile delle altre macchine ad indice, spesso poco più che giocattoli di bassa qualità,
– la semplicità e rapidità d’uso, che pur senza ovviamente raggiungere le possibilità offerte da una macchina a tastiera, era più che accettabile per una macchina che costava sensibilmente meno. In alcune prove di velocità effettuate all’inizio del ‘900 pare che alcuni dattilografi riuscirono a raggiungere con una Mignon i 300 caratteri al minuto
– la versatilità, in quanto molto semplicemente e con poca spesa era possibile sostituire il supporto e il cilindro di scrittura per poter scrivere in un’infinità di caratteri e lingue diverse (non però sui primi modelli dove, secondo pubblicità dell’epoca, supporto e cilindro erano fissi,  la qualità di scrittura che, a detta di molti dattilografi dell’epoca, era nitida e precisa, pari se non superiore allo scritto di una macchina a tastiera.

La Mignon nasce nei primissimi anni del ‘900. Alcuni testi citano quale inventore un certo Friedrich von Hefner Alteneck, ma così non è.
In realtà questo signore, responsabile della divisione elettrica della Siemens, propose al consiglio direttivo della Allgemeine Elektrizitats
Gesellschaft di Berlino, meglio nota ancora ai nostri giorni col marchio di A.E.G., di produrre industrialmente una macchina elettrica a tastiera da lui ideata e, pare, costruita successivamente in sei esemplari prototipo.
La direzione A.E.G. si convinse di iniziare la produzione di una macchina per scrivere, ma all’ultimo momento si pensò che il mercato non fosse ancora pronto per quel tipo di progetto e si optò per una più economica macchina manuale ad indice per uso domestico derivata da un brevetto del 1901 di un tal L. Sell che, fino a a quel momento, era considerato un progetto secondario e di ripiego.
La scelta fu evidentemente giusta. La stessa casa più avanti si occuperà della produzione della Olympia a tastiera, macchina di grande qualità e successo con soluzioni all’avanguardia per l’epoca.
Semplice ma straordinariamente efficace, la Mignon colpisce subito per il suo look unico.
Dalle macchine a tastiera prendeva rullo, poggiacarta e, dal mod. 2, inchiostrazione a nastro.
Per scrivere, l’operatore muoveva con la mano sinistra un indice adago posizionandolo sul carattere prescelto. I caratteri erano riportati su di un supporto rettangolare di celluloide ed erano normalmente disposti con le maiuscole sulla destra, le minuscole sulla sinistra e tutt’intorno i numeri ed i segni grafici.
L’indice era collegato tramite una barra mobile e rotante ad un meccanismo di semplici ingranaggi posto sulla destra della macchina e terminante con un cilindro di scrittura che si posizionava sullo stesso carattere selezionato. Con la mano destra si pigiava un tasto ed il carattere veniva stampato. Un altro tasto fungeva da spaziatore. Null’altro. Una straordinaria quanto efficace semplicità.
Vennero prodotti quattro modelli.

MIGNON N. 1
La prima Mignon porta data 1904. Fu costruita si suppone in un numero limitatissimo di esemplari (alcune fonti citano 50 unità) e non si sa se venne mai commercializzata. Il Martin ne fa’ un poco informato accenno sul suo libro del 1948. Per ora l’unico modello conosciuto di Mignon n. 1 conservata al museo di Erfurt nell’ex Germania orientale. Contrariamente a quanto affermato dal Martin, questo modello appare
ben diverso dal successivo.  Più piccolo e compatto, con già tutte le caratteristiche della macchina prodotta negli anni successivi ma esteticamente molto diverso. Manca il poggiacarta, il rullo è più lungo, i due tasti sono posizionati a sinistra così da necessitare per l’uso di una fastidiosa e poco ergonomica sovrapposizione delle mani. L’inchiostrazione è a cuscinetto.

MIGNON N. 2 (presente in collezione)
Il modello 2 è quindi a tutti gli effetti la prima Mignon prodotta e commercializzata in grandi quantità a partire dal 1905.
Le caratteristiche di funzionamento sono quelle già descritte, i difetti e le mancanze del primo prototipo sono state corrette.
Le decals sul poggiacarta e sulla scatola dei meccanismi sono, come d’uso, in oro su nero lucido, molto belle.
Inizialmente non fu scelto il colore nero per la tinteggiatura ma un rosso scuro.
Successivamente furono prodotte, anche per i modelli successivi, varianti di colore, bellissime e oggi molto ambite e ricercate.
I modelli dei primi anni di produzione venivano venduti in una scatola di cartone, più tardi sostituita da una bella copertura metallica nera.

MIGNON NN. 3 E 4
I modelli 3 (1913) e 4 (1924) sono quasi identici tra loro.
Le uniche differenze riguardano l’aggiunta, sul modello 4, del tasto di ritorno e la mancanza, sul n. 3, del numero del modello, cosa questa che
induce alcuni collezionisti a pensare che si tratti del primo modello. Rispetto alla Mignon n. 2 la macchina è più grande, alcuni particolari
sono migliorati e rinforzati. Il meccanismo di ritorno del carrello è stato migliorato e facilitato.
Purtroppo su questi modelli scompaiono le belle decals della n. 2 sostituite da un più “moderno” logo Mignon in maiuscolo solo sul poggiacarta.
Il modello 4 aveva anche la possibilità di montare un carrello di 42 cm.
Entrambi i modelli potevano essere dotati di copertura metallica, sul tipo della n. 2, o di un prezioso cofanetto in legno di forme non sempre
uguali con il logo “Mignon” in verde.
Sono conosciuti modelli in alluminio e con l’ago di scrittura ripiegabile che potevano essere riposti in specifiche valigette comode per il trasporto.
Anche per le Mignon nn. 3 e 4 si conoscono modelli con verniciatura in colori differenti dal classico nero lucido.
La produzione della Mignon cessò nel 1932.

CLONI E VARIANTI
Dato il successo e probabilmente una facile vulnerabilità dei brevetti, la Mignon fu molto copiata – in alcuni casi letteralmente clonata – e
commercializzata con molti nomi diversi.

OLYMPIA PLUROTYP prodotta dal 1933, non è in realtà una copia/clone in quanto prodotta sempre dalla casa madre A.E.G. e derivata dalla Mignon n. 4. Molto simile a quest’ultima, era dotata di un diverso meccanismo per permettere un migliore allineamento della scrittura e una differente spaziatura tra le righe. L’indice standard dei caratteri era basato sulla tastiera QWERTY.

– Si pensa che altre varianti di nomi siano della Mignon ma non è così. E’ il caso della YU-ESS che è un’imitazione della AEG Mignon. La macchina venne prodotta inizialmente dalla Yu-Ess Typewriter Co., 200 Fifth Avenue New York che spostò poi la sua sede al 511 West 42 Strada New York. Poco tempo dopo la produzione passò alla Manufacture Francaise, 42 rue Maubeuge Parigi.  A quel punto, la Yu-Ess diventò una concorrente diretta della Aeg Mignon. Per un certo periodo la macchina ebbe il  nome di  STELLA (presente in collezione), successivamente di ECLIPSE (presente in collezione),  GENIA (presente in collezione). A partire dal 1920 si chiamò HEADY (presente in collezione).Anche la STALLMAN comparsa nel 1923 può essere ricondotta alla Mignon. Questa concorrenza sul mercato francese potrebbe anche spiegare perché le Mignon che si trovano in Francia siano state prodotte in diverse variazioni che non si trovano in altri paesi. infatti nel resto d’Europa la Mignon 3 e 4 erano nere, ma in Francia si possono trovare in diversi colori come bianco, rosso, blu, verde e anche marmorizzate.

– TIP TIP (presente in collezione) prodotta in Cecoslovacchia dal 1936, è una chiara derivazione Mignon ma non può essere considerata un clone in quanto dotata di soluzioni diverse. Il supporto dei caratteri ed i tasti erano invertiti rispetto alla Mignon, il poggiacarta era assente.
La successione dei caratteri replicava per quanto possibile le file delle macchine a tastiera.
Fu prodotta in circa 5000 esemplari nell’arco di due anni.

In collezione sono presenti tre Mignon 2 

– una di colore rosso, quindi la prima serie prodotta, completa di base e coperchio in metallo di colore rosso,

– una di colore nero ma con il poggiacarta in metallo nichelato e la scritta in rilievo.

– una di colore nero completa di base, coperchio in metallo nero, libretto istruzioni, e nottolini portacaratteri di ricambio